Martedì 1° settembre la Germania ha accusato direttamente Mosca per l’attacco con un drone all’aeroporto di Lipsia. Questa mattina, mercoledì 2, i media tedeschi hanno confermato l’identificazione di due sospettati con legami con la Russia. Nelle ultime ore è arrivata un’altra notizia: uno dei due sarebbe entrato nello spazio Schengen con un visto italiano. Un’indiscrezione, riportata dalla Bild, che ha gelato la Farnesina.

L’atto d’accusa della Germania: «C’è la Russia dietro quei droni a Lipsia»

I SOSPETTATI DELL’ATTACCO

Gli uomini sospettati sarebbero due. Un bielorusso con passaporto russo e un russo con passaporto lettone, secondo quanto rivelato da Sueddeutsche Zeitung, Ndr e Wdr. L’uomo a cui sarebbe stato concesso il visto italiano, di tipo turistico, è il primo. Il suo Dna è stato rinvenuto in aeroporto ed era, secondo i media tedeschi, già noto alle forze dell’ordine per alcuni reati commessi nei paesi baltici. Il visto italiano è stato concesso all’ambasciata italiana a Minsk, in Bielorussia. Il sospettato bielorusso, però, secondo fonti di sicurezza rilanciate dalle agenzia di stampa, non sarebbe mai transitato in Italia.

Il secondo uomo, con un ruolo chiave nella preparazione dell’attentato, avrebbe avuto invece diretti legami con i servizi di intelligence del Cremlino.