Il patrimonio netto, che al 30 giugno 2025 era negativo per 6,4 milioni, adesso è positivo per 918mila euro. Si chiude così, con un’operazione del tutto indolore dal punto di vista finanziario, la querelle sui conti della Ssc Bari: venerdì, a Roma, l’assemblea dei soci ha infatti approvato il bilancio al 30 giugno 2026, ripristinando l’equilibrio attraverso una (parziale) rinuncia ai crediti da parte della famiglia De Laurentiis.

Sarebbe un’operazione di routine, se tra sette giorni (giovedì 10) non fosse prevista davanti al Tribunale civile l’udienza per discutere dell’istanza di liquidazione giudiziale (fallimento) presentata a luglio dalla Procura di Bari. E infatti ieri mattina gli avvocati della società hanno depositato nel fascicolo assegnato alla Quarta sezione (giudice delegato Michele De Palma) sia il bilancio approvato che una perizia contabile, non prima di aver incontrato in mattinata il procuratore Roberto Rossi.

La Procura di Bari ritiene infatti che la società fosse in stato di decozione già alla fine dello scorso campionato di serie B, quello della retrocessione. «L’ingente esposizione debitoria e la strutturale incapacità della gestione caratteristica di generare flussi di cassa da destinare al pagamento dei debiti impongono di ritenere che [il Bari] versi in uno stato d’insolvenza irreversibile tale da non consentirle di soddisfare regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni», è scritto nell’istanza di fallimento firmata dal procuratore Rossi con gli aggiunti Ciro Angelillis e Milto Stefano De Nozza. «Una continuità fondata esclusivamente sull’impegno del socio a immettere nuove risorse - scrive la Procura - non equivale a una continuità aziendale sostenibile, ove la gestione caratteristica presenti perdite reiterate, patrimonio netto negativo, debiti elevati e assenza di flussi idonei al regolare adempimento delle obbligazioni». Proprio per rispondere a queste obiezioni, la perizia della Ssc Bari (predisposta da Elbano De Nuccio, presidente dell’Ordine dei commercialisti, curatore fallimentare della Fc Bari 1908 di Giancaspro e in passato ispettore Covisoc) valorizza due elementi: nel verbale di assemblea che ha approvato l’ultimo bilancio (in perdita, ma in questa storia è relativo), il socio unico Filmauro (la cassaforte della famiglia De Laurentiis) «conferma la disponibilità a finanziare la società» per coprire tutti i costi connessi con il campionato in corso. La società, nota ancora il perito, non ha debiti scaduti e ha ottenuto la «licenza» Figc che ne certifica il rispetto dei vincoli posti per la partecipazione al campionato professionistico.