Sul Bari calcio torna l’ombra del fallimento, il terzo in poco più di un decennio. I 30 milioni di euro di debiti che la Procura di Bari ha calcolato analizzando i bilancio della Ssc Bari dal 2019 al 2025, durante la gestione De Laurentiis, sono solo l’ultimo crac ipotizzato nelle casse della società biancorossa.
Il primo risale al 2014, alla fine dell’era Matarrese. All’epoca la società si chiamava As Bari calcio, i debiti stimati ammontavano a 55 milioni di euro e riguardavano la gestione della società sportiva tra il 2009 e il 2014. Anche all’epoca, all’indomani della bufera del calcioscommesse e la retrocessione in serie B, l’accusa era di bancarotta fraudolenta e il processo di primo grado è ancora in corso a carico dell’ex amministratore unico Claudio Garzelli, del suo successore Francesco Vinella, dell’ex amministratore delegato e consigliere del cda Salvatore Matarrese (66 anni, cugino e omonimo dell’ex parlamentare) e di Antonio Matarrese (vicepresidente vicario del cda dal luglio 2010 al giugno 2011, nonché ex parlamentare, ex presidente della Lega Calcio ed ex vicepresidente di Fifa e Uefa, imputato per una questione relativa al marchio e non per bancarotta). Dopo il crac del Bari dei Matarrese, la società finì nelle mani dell’ex arbitro Gianluca Paparesta e poi, con lui, del socio Cosmo Antonio Giancaspro. A gennaio 2019 è arrivato il secondo fallimento, nel giorno del 111esimo compleanno della società biancorossa, in rosso di circa 12 milioni: Paparesta è poi stato assolto, mentre per Giancaspro il processo di primo grado per bancarotta è ancora in corso.












