Alla vigilia delle votazioni in Commissione Affari costituzionali del Senato, la maggioranza di centrodestra si ritrova divisa sul nodo più sensibile della riforma elettorale: l’eventuale introduzione del ballottaggio. A segnare il confine è Matteo Salvini, leader della Lega, che ha ribadito la sua ferma opposizione al doppio turno, annunciando il voto contrario del Carroccio all’emendamento presentato da Marcello Pera. La presa di posizione arriva in un passaggio decisivo dell’iter parlamentare.

La 1ª Commissione di Palazzo Madama è convocata da domani, giovedì 3 settembre, per esaminare e votare gli emendamenti al ddl Senato 1971, già licenziato dalla Camera il 16 luglio. Il calendario, particolarmente serrato, concentra illustrazioni e votazioni tra il 2 e il 5 settembre, con l’approdo del testo in Aula già fissato per mercoledì 9 settembre alle 10:00. Una tabella di marcia che riduce al minimo gli spazi per una mediazione politica.

Il cuore della contesa è l’emendamento depositato “a titolo personale” da Marcello Pera, ex presidente del Senato e oggi esponente di Fratelli d’Italia, che riapre il confronto sul secondo turno. La proposta prevede un premio di governabilità alla coalizione che ottenga il 48% al primo turno; in caso contrario, scattarebbe un ballottaggio tra le due coalizioni più votate, purché entrambe superino il 38%, senza possibilità di apparentamenti successivi al primo voto.