«Le rispondo con mano tremante, avendo appena scoperto, grazie all’articolo pubblicato oggi sul vostro giornale di essere un "Manchurian candidate", inviato dalla Federazione Russa per lamentarmi dei prezzi insostenibili della benzina nel mio Paese, l’Italia. Vi affidate a noti centri studi russofobi come l’Ecfr e l’Iai per dipingermi come un "Cavallo di Troia"».Lo scrive sui social - in un post in inglese - il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, rispondendo a un articolo del Financial Times, in cui viene definito "Cavallo di Troia della Russia in Italia"."Onestamente, mi aspettavo di più da voi. - sottolinea ancora Vannacci - Ammiro l’eleganza del complotto: invece di infiltrarsi nel quartier generale della Nato o manipolare le elezioni, l’Fsb si sarebbe accontentato di far brontolare un generale italiano per le vacanze estive rovinate dal costo del carburante; una lamentela condivisa da ogni cittadino italiano, da Palermo a Bolzano, nessuno dei quali - che io sappia - risponde alla Lubjanka»."Non ho idea se il vostro articolo faccia parte di un piano più ampio volto a smascherare la vera identità di chiunque abbia mai criticato una politica governativa in materia di energia. Mi perdoni, ma fatico ancora ad accettare l’idea che dissentire dall’ortodossia di Bruxelles equivalga ormai, empiricamente, a essere sleali verso l’Occidente. - osserva il leader di Futuro Nazionale - Attendo con impazienza il vostro prossimo articolo sulla cospirazione internazionale dietro le lamentele per i prezzi nei supermercati. A proposito: da quando chiedersi perchè la benzina costi così tanto richiede un nulla osta di sicurezza? Ciò nonostante, vi ringrazio molto per aver dato risonanza - spero gratuitamente! - alle mie posizioni».