Il Masterplan 2026 della Regione per contrastare l’erosione del litorale e le critiche mosse dalle associazioni di operatori balneari, turistici, commerciali e immobiliari rivelano l’inadeguatezza radicale dell’analisi delle cause di fondo e, quindi, delle soluzioni proposte da entrambi i fronti.
Da oltre 50 anni si accumulano infatti dati scientifici inconfutabili: il consumo di combustibili fossili e l’accumulo atmosferico di anidride carbonica (Fig. 1) e di altri gas climalteranti hanno innescato il riscaldamento globale che ha condotto all’attuale crisi climatica (di cui stiamo sperimentando solo le prime avvisaglie): scioglimento dei ghiacciai e del permafrost, intensificazione della frequenza e dell’intensità dei fenomeni meteorologici estremi (alluvioni e siccità), riscaldamento dei mari e innalzamento del loro livello (da +30 cm a oltre 1 metro entro il 2100) e conseguente sommersione ed erosione delle coste.
Inadeguatezza radicale degli interventi previsti
Di fronte a questi processi su scala planetaria innescati dall’uomo e mai verificatisi in modo così repentino, sia gli interventi previsti dal masterplan che quelli suggeriti dai suoi critici sono paragonabili a quelli di formichine che, essendo prive di memoria storica e vedendo solo a pochi centimetri di distanza, dopo ogni forte mareggiata corrono indaffarate a spostare un granello di sabbia da un punto all’altro nell’intento – evidentemente illusorio – di risolvere il problema.









