Strette tra l’aumento del prezzo del petrolio e le vendite dei titolo di Stato, le Borse europee inaugurano un’altra seduta all’insegna dell’incertezza, dopo la chiusura pesante di quelle asiatiche. La ripresa degli scontri nello stretto di Hormuz è tornata infatti ad alimentare i timori di inflazione e di revisione al rialzo dei tassi di interesse, con un conseguente aumento dei costi di finanziamento a livello globale, sia per i bilanci pubblici che per le aziende. Sul fronte macroeconomico, resta l’attesa per il dato sul mercato del lavoro americano, in calendario venerdì. Prosegue la corsa del petrolio, con il Brent che sale oltre i 95 dollari al barile e il Wti americano che si spinge sopra i 90. Guadagnano terreno anche i future sul gas naturale.

Le Borse chiudono in calo

Le Borse europee chiudono in calo, gli investitori continuano a fare i conti con l'escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, il rialzo dei prezzi energetici e le prospettive di politiche monetarie ancora restrittive.

Al termine delle contrattazioni l'indice Dax di Francoforte cede lo 0,47% con 25.837,41 punti, il Cac 40 di Parigi lo 0,26% con 8.280,63, l'Ftse 100 di Londra lo 0,29%. Piazza Affari cede lo 0,24% con 51.792,10 punti.