Scienza e Tecnologia

Mercoledì 02 Settembre 2026

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Cellule immunitarie nascoste nei polmoni , finora quasi sconosciute , potrebbero essere la chiave per rendere più efficienti i vaccini contro l ’influenza . Lo indica lo studio guidato da Minsoo Kim, dell'Università di Rochester nel Regno Unito, e pubblicato sulla rivista Nature Immunology. La particolarità di queste cellule sfuggenti è la loro capacità di memorizzare le infezioni passate . Ad oggi i vaccini contro l’influenza funzionano molto bene soprattutto nel ridurre l’aggressività di queste infezioni, tuttavia, hanno una memoria ‘ corta ’, ossia la risposta immunitaria per uno specifico virus dura per poco tempo . Ad agire come prima linea della difesa dei polmoni sono soprattutto alcune cellule immunitarie dette cellule T .

"Queste cellule si trovano proprio dove inizia l'infezione , quindi possono reagire immediatamente e contribuire a limitare la diffusione virale ", ha osservato Kim. Proprio queste cellule T sono il tipico obiettivo dei vaccini contro l'nfluenza , ma oraemerge che un ruolo fondamentale nella memoria immunitaria è ricoperto anche da cellule meno note , chiamate monociti a lunga vita . Analizzandone il comportamento, i ricercatori hanno scoperto che in caso di infezioni queste cellule possono attivarsi producendo la proteina chiamata galectina-1 , che aiuta a riattivare e a sostenere le cellule T più adatte a rispondere alla specifica infezione.