HomeArezzoCronacaOspedali, sindaci in trincea: "Decisione folle calata dall’alto". Chiedono la revisione del piano AslMeoni: "Tagli alle prestazioni assurdi". Vadi e Vagnoli denunciano: "Non siamo stati coinvolti". Appello alla Regione anche per la nomina in tempi rapidi del nuovo direttore generale dell’Azienda.San Donato hub centrale per gli interventi di maggior complessità, negli altri ospedali chirurgia programmata e a ciclo breveRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"Nessun confronto con i territori". La delibera firmata il 28 agosto dal direttore generale della Asl Toscana sud est Marco Torre, che definisce la riorganizzazione della rete ospedaliera e dell’attività chirurgica, ha scatenato la reazione compatta degli amministratori aretini. In particolare, stando al testo, il San Donato di Arezzo viene consolidato nel ruolo di hub centrale, dove si concentrerà la chirurgia a maggiore complessità, mentre gli ospedali della provincia subiscono una rimodulazione dell’attività delle sale operatorie, orientandosi verso la chirurgia programmata, a ciclo breve (day surgery/week surgery) e a bassa-media complessità.
Al centro delle critiche dei sindaci, però, non c’è solo il merito del provvedimento ma anche il metodo: nessuna consultazione preventiva con sindaci e conferenze dei sindaci, e un atto varato a ridosso della conclusione del mandato dello stesso Torre, che da ieri è passato alla guida della sanità toscana. In testa al "plotone" aretino degli amministratori c’è Luciano Meoni, sindaco di Cortona e presidente della Conferenza dei sindaci della Valdichiana, che parla apertamente di scelte "folli", e di "un taglio netto ai servizi al cittadino e alla sanità, chiusura reparti e depotenziamento degli ospedali periferici". "La delibera sulla riorganizzazione della Chirurgia è l’ultima fra le promesse disattese dalla Regione. Un atto che anziché arricchire di professionalità il nostro ospedale, gli toglie ulteriori servizi", aggiunge.






