Dopo la sfuriata contro i direttori generali e l’Areu, ecco le misure anti-caos. Gli ospedali devono garantire sale climatizzate e assistenza nei quartieri . Brevi degenze pure in residenze per anziani. Confermato l’invio di ispettori. .Eccole, le nuove indicazioni per gestire al meglio i flussi di pazienti nei pronto soccorso, in queste settimane particolarmente affollati di pazienti anziani a causa dell’afa. Guido Bertolaso le aveva annunciate solo giovedì mattina, l’altro ieri, ai direttori generali delle aziende sanitarie, ai direttori dei reparti di emergenza-urgenza e ai vertici dell’Areu in una videocall durante la quale l’assessore regionale al Welfare non aveva certo usato giri di parole per esprimere tutta la sua insoddisfazione per le segnalazioni di persone anziane tenute a lungo in attesa in spazi comuni giunte proprio da alcuni pronto soccorso, a partire da quelli del San Gerardo di Monza e del San Carlo di Milano.

Quanto alle nuove indicazioni, la novità è l’attivazione dei Cold Spot, vale a dire: luoghi-filtro per i pronti soccorso, luoghi dove i pazienti che accusino sintomi legati al caldo possono ricevere una prima assistenza senza che siano costretti ad affollare i pronto soccorso, a meno che non si riveli necessario. Detto altrimenti, i Cold Spot rappresentano il senso della medicina territoriale, necessaria per accogliere i casi meno gravi e decongestionare, così, gli ospedali. La loro attivazione è prevista soprattutto, e non a caso, nelle Case della Comunità. Il primo è stato attivato ieri a Brescia.