HomePratoCronacaIl racket dell’immigrazione. Permessi in questura: maxi fila. Anche 1.500 euro per i postiProtezione internazionale: centinaia di persone ogni giorno davanti agli uffici . Il procuratore Tescaroli ipotizza una rete criminale di vendita degli stalli in coda. Una rissa tra stranieri regolari ha acceso i riflettori degli inquirenti sul fenomeno.La fila davanti all’Ufficio immigrazione della questura di Prato e i momenti di tensioneRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLe code della vergogna. E dell’illegalità. Quella che si incunea nella disperazione di gente disposta a pagare anche 1.500 euro per farsi tenere un posto davanti alla questura. E’ questo lo scenario che ipotizza la procura che sta indagando sulle ‘ombre’ fiorite accanto alle lunghe code di stranieri in attesa del permesso di protezione internazionale. Il d-day, ogni settimana, scatta il lunedì quando apre lo sportello dell’ufficio immigrazione. Viene accolta una media di dieci richiedenti a sessione. Gli altri sono rimandati ai giorni successivi. Essere i primi in coda diventa decisivo. Il sospetto della procura guidata da Luca Tescaroli è quello di un possibile racket dell’immigrazione.
Domenica attorno alle 14,30 nel parcheggio di via Berlinguer adiacente la questura, l’ennesima rissa tra stranieri in coda ha squarciato il velo. A darsele di santa ragione tre cinesi e due peruviani. La presenza di una pattuglia della polizia, predisposta per garantire la sicurezza lungo il perimetro della questura, ha consentito agli agenti di intervenire all’istante, sedare la rissa e arrestare i cinque: erano tutti in regola con il permesso di soggiorno. Non avevano motivo, insomma, di trovarsi in mezzo a chi invece era in fila per la richiesta di protezione internazionale.








