HomePratoCronacaIl racket dell’immigrazione dietro alle “code della vergogna”, scattano gli arrestiLo scandalo, denunciato da settimane dalla Nazione, a un punto di svolta. Cinque in manette, l’ipotesi è di oltre mille euro di pizzo per saltare la codaI migranti in coda fuori dalla questura di Prato (foto Attalmi)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPrato, 1 settembre 2026 – Lo scandalo delle “code della vergogna” fuori dalla questura di Prato si arricchisce di un nuovo, importante tassello che potrebbe segnare un punto di svolta in una vicenda che non si può definire degna di un Paese civile. I migranti in coda fuori dalla questura di Prato (foto Attalmi)
Il fenomeno è noto: ogni domenica fuori dalla questura pratese si formano lunghe code di migranti (soprattutto cinesi) in attesa che il lunedì si apra lo sportello dell’ufficio immigrazione, per la presentazione della domanda di protezione internazionale, un servizio aperto solo il lunedì e solo per dieci persone per volta. Il posto in coda è quindi molto ambito. Troppo.
Il pizzo
La Procura di Prato, guidata da Luca Tescaroli, stava già monitorando il caso quando, domenica scorsa 30 agosto, è successo qualcosa che ha fatto scattare le manette: una rissa. Intorno alle 14,30, nel parcheggio di via Enrico Berlinguer, sono volate botte tra cinque stranieri, tre cinesi e due peruviani. Il motivo del contendere era il posto in coda.







