È un tema di civiltà e buon senso quello dell’accessibilità degli edifici come dei servizi pubblici. Tanto complesso quanto necessario da affrontare nel territorio fermano, la cui morfologia, in particolare a chi soffre di disabilità fisiche, facilita la genesi di numerose barriere architettoniche, le quali finiscono per delineare un confine ingiusto tra una cittadinanza di serie A e una di serie B.
Con il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 10 ottobre 2022 sono state assegnate alla Regione Marche risorse pari a 303.094,64 euro per incentivare le amministrazioni locali nella progettazione dei Peba, i Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche, ma al marzo di quest’anno, dei 225 Comuni nella nostra Regione, solo 51 hanno presentato domanda ed ottenuto il finanziamento, utilizzando 224.972 euro dello stanziamento.
Un’insufficienza delle risorse che va a braccetto con i pochi Comuni – 75, quindi poco più di un terzo del totale – che stanno adottando lo strumento per rendere più accessibili i propri territori. Tra i capoluoghi, solo Pesaro ha approvato il Piano – nel 2024 – e anche a Fermo tutto ancora tace.
Nonostante ciò, nel Fermano si investe per quanto concerne l’accessibilità delle strutture scolastiche, che tra qualche giorno riapriranno i battenti. Dalle rilevazioni Istat del 2025, a fronte di una media nazionale del 47,6% delle strutture che possiedono un accesso con rampe, e un 60,6% che può contare su un ascensore per il trasporto di persone con disabilità, nella Provincia di Fermo queste percentuali aumentano rispettivamente al 50,3% e al 72,1%. Ottimi anche i dati sulle scuole con scale a norma – il 91,3% – e porte a norma – l’89,6% – entrambi superiori di almeno dieci punti percentuali rispetto al dato italiano.









