HomeForlìCronacaBarriere invisibili ma invalicabili. Urbani, edilizi e nel trasporto: i grandi ostacoli per i disabiliNel piano Peba di Fmi la mappa delle barriere architettoniche da eliminare in città. Petetta, assessore alla mobilità: "Abbiamo analizzato i percorsi e rilevato 1.600 criticità".Nel piano Peba di Fmi la mappa delle barriere architettoniche da eliminare in città. Petetta, assessore alla mobilità: "Abbiamo analizzato i percorsi e rilevato 1.600 criticità".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciA Forlì i confini non sono tutti disegnati sulle mappe. Possono avere l’altezza di un gradino, la pendenza di un marciapiede o la voce muta di una fermata dell’autobus. Barriere spesso invisibili a chi non le incontra, ma capaci di decidere chi passa e chi resta indietro. Il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) le ha messe nero su bianco, affidando ora alla città il compito più difficile: cancellarle.

A fare il punto è Giuseppe Petetta, assessore alla Mobilità: "Forlì è uno dei pochissimi Comuni in Italia che ha adottato questo documento - seppur sia obbligatorio per legge -. Il Piano è stato redatto da Forlì Mobilità Integrata (Fmi) e poi sottoposto all’approvazione della giunta. In fase di sviluppo si è condotto un importante percorso partecipativo con cittadini ed associazioni rappresentative delle persone con disabilità – spiega , allo scopo di raccogliere suggerimenti e osservazioni utili a elaborare un documento coerente con gli obiettivi di abbattimento delle barriere architettoniche in spazi ed edifici pubblici". La struttura del Peba prevede un approccio integrato e la ‘fotografia’ delle barriere risale al 2022: "Gli ambiti di studio sono tre: urbano, edilizio e trasporto pubblico locale. Lungo i 58 percorsi pedonali analizzati, per una lunghezza totale di oltre 28mila metri, sono state rilevate circa 1.600 criticità – prosegue l’assessore –. All’interno dell’area di studio sono stati anche censiti e analizzati 20 edifici pubblici, di cui una buona parte di competenza dell’Università di Bologna e altri come il Comune, il polo museale San Domenico, palazzo Romagnoli e diverse scuole elementari e medie della città. Le criticità rilevate lungo la superficie totale sono state circa mille".