Israele ha stretto uno strategico accordo militare con la Grecia e con Cipro, denominato “Scudo di Achille”, che modifica radicalmente i rapporti geopolitici nel Mediterraneo orientale. È la risposta al recente patto militare tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan ed è un patto che modifica gli equilibri politici interni alla Nato, che vede ora due suoi membri, peraltro in posizione strategica nei confronti della Russia, vincolati a due strette alleanze belliche con potenze nucleari mediorientali di fatto antagoniste. La Turchia è infatti dall’estate vincolata da una neonata simil-Nato araba che la impegna a intervenire nel caso in cui Riad o Islamabad siano attaccati militarmente e viceversa, mentre la Grecia, da anni in forte tensione con Ankara, ha addirittura deciso di integrare i sistemi di difesa antimissile americani con quelli di un Israele in rotta di collisione con il governo turco.

Questi equilibri politici europei nel Mediterraneo sono già stati peraltro grandemente modificati dalle evidenti conseguenze – risultate palesi dalla posizione filoisraeliana mantenuta dai governi tedeschi durante la guerra di Gaza – dell’accordo siglato nell’autunno del 2023 da Gerusalemme e Berlino, del valore di tre miliardi e mezzo di dollari, con il quale la Germania ha acquisito il sistema di intercettazione missilistica esoatmosferica di Israel Aerospace Industries. Il sistema israeliano Arrow è così diventato addirittura un componente centrale dell’iniziativa europea Sky Shield, in risposta alla minaccia russa. Non solo: dopo avere aderito alla Nato, anche la Finlandia, in funzione antirussa, ha acquistato da Israele per 317 milioni di dollari il sistema “Fionda di Davide”, che da tre anni difende efficacemente lo Stato ebraico dai missili balistici e dai missili da crociera avanzati lanciati dall’Iran e dagli Houthi.