È stata la Russia. Berlino ha preso posizione in merito alla vicenda del ritrovamento di un drone-bomba nell'aeroporto di Lipsia a inizio agosto. Secondo la testata Bild, l'incidente sarebbe in realtà un tentativo di attentato orchestrato da Mosca. Secondo le informazioni del giornale tedesco, le tracce del drone con l'esplosivo condurrebbero presumibilmente a un servizio segreto russo.A questo punto, Berlino starebbe per reagire. "Per prima cosa, sentiamo la Germania fornire davvero notizie e informazioni e condividere le informazioni di intelligence di cui dispone riguardo a questi attacchi", ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas. In effetti, le misure che verranno adottate nei confronti della Russia saranno concordate con i partner europei. Tra le ipotesi, provvedimenti diplomatici, tra cui la convocazione dell'ambasciatore russo al ministero degli Esteri. Poi, alcuni membri dell'ambasciata russa potrebbero essere dichiarati "persone non gradite" e costretti a lasciare la Germania. Dal canto suo, Berlino ha fatto la voce grossa: "La Russia deve sapere che la Germania è un fattore di stabilità in Europa e che è sempre pronta a trattare, ma che non si lascerà in nessun modo intimidire", ha detto il ministro degli Esteri tedesco Joahnn Wadephul. "Dalla nostra parte non c'è alcuna reazione spropositata, ma una reazione se veniamo attaccati", ha aggiunto.Intanto, domani, mercoledì 2 settembre, è stato fissato un incontro tra la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il segretario generale della Nato Mark Rutte a palazzo Berlaymont. Il meeting, "va visto nel contesto del rafforzamento della nostra cooperazione sulla difesa all'interno dell'Europa e con la Nato e, in particolare, alla luce delle crescenti minacce ibride che stiamo osservando", ha spiegato la portavoce della Commissione europea Paula Pinho al briefing con la stampa, spiegando che "è in questo contesto che si svolge" l'incontro. Von der Leyen avrebbe già raggiunto il cancelliere tedesco Merz al telefono: "Gli ho assicurato che l'Ue è pienamente solidale con la Germania di fronte a questo attacco da parte della Russia. Manterremo l'Ue unita nonostante questi atti gravi e sempre più intensi. Il governo tedesco ha adottato misure decise. E il messaggio è chiaro: gli attacchi ibridi non rimarranno senza una risposta", ha scritto su X la presidente della Commissione. Tra le misure "decise" di cui parla von Der Leyen c'è la decisione del ministro degli Esteri tedesco di chiudere il consolato tedesco in Russia dal prossimo 18 settembre e di risolvere il contratto con la Casa Russa, un grande centro culturale inaugurato nel 1984. "Inaspriremo i controlli sulle persone", ha poi aggiunto il ministro.Anche il Segretario della Nato Mark Rutte avrebbe parlato direttamente con Merz. La Nato è pienamente solidale con la Germania dopo l'attacco ibrido russo a Lipsia del 14 agosto. Le prove sono inequivocabili. E accolgo con favore le misure annunciate dalla Germania in risposta", ha scritto sui social. Una linea accolta anche dalla premier Giorgia Meloni, che ha mostrato piena solidarietà a Berlino. "La sicurezza dei nostri Alleati è la sicurezza di tutti noi - ha scritto in un post scritto -. I tentativi di intimidirci o di creare una spaccatura tra gli Alleati non avranno successo: le azioni ibride contro uno qualsiasi di noi sono una questione che riguarda tutti noi, e saranno affrontate con una risposta unita. In momenti come questo, è essenziale rimanere saldi, continuare a lavorare strettamente insieme e mantenere una postura credibile di deterrenza a difesa della sicurezza dei nostri cittadini".Dal Cremlino arriva una replica decisa. "Mosca risponderà a tutte le decisioni anti-russe", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova all'agenzia Interfax. Secondo Berlino però l'attacco a Lipsia avrebbe danneggiato ulteriormente i già fragili rapporti tra i due Paesi. "Questo stato dei nostri rapporti non è nell'interesse del governo tedesco. Noi lo deploriamo esplicitamente", ha rimarcato il ministro degli Esteri Johann Wadephul. Dall'inizio della guerra in Ucraina "abbiamo sempre sottolineato che il nostro obiettivo è porre fine alla guerra in Ucraina, ristabilire la pace in Europa, e un ritorno a un rapporto costruttivo. Ma questo dipende da un minima disponibilità della Russia. E dobbiamo constatare che la Russia non mostra alcuna disponibilità", ha concluso.