Per settimane Berlino ha misurato le parole. Poi, davanti a un dossier che intreccia intelligence, esplosivi e sicurezza aeroportuale, ha scelto di compiere il passo più pesante: accusare la Russia del tentato attacco con droni del 4 e 5 agosto scorsi contro l’aeroporto di Lipsia/Halle e trasformare un allarme locale in un caso europeo.
L’episodio, che nelle prime ore era apparso come un grave allarme di sicurezza aeroportuale, nelle settimane successive si è trasformato in qualcosa di più: un caso politico e strategico capace di riaprire in Germania il dossier sulle operazioni ibride russe nel cuore dell’Europa. Martedì 1 settembre 2026 il governo federale ha compiuto il passo che finora aveva evitato: attribuire apertamente a Mosca la responsabilità del tentato attacco e annunciare una risposta diplomatica e di sicurezza destinata a pesare anche sul confronto europeo con il Cremlino.
Berlino accusa Mosca: “Responsabile dell’attacco ibrido”
La formulazione scelta da Berlino non lascia molto spazio alle ambiguità. Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt e il ministro degli Esteri Johann Wadephul, intervenendo insieme, hanno sostenuto che gli elementi raccolti dalle autorità tedesche e le informazioni condivise con partner europei portano a una conclusione precisa: la Russia è responsabile del tentato attacco di Lipsia/Halle. Dobrindt ha parlato di un quadro composto da indagini di polizia, modalità operative e riscontri di intelligence che, considerati nel loro insieme, indicherebbero il coinvolgimento russo.











