Rasht-Astara
Riccardo Renzi
Powered by
Le dittature amano la propaganda delle grandi cattedrali infrastrutturali, ma la realtà dei cantieri segue regole ben più ostiche della retorica bilaterale. L’annuncio del 29 agosto 2026 sul presunto perfezionamento del finanziamento russo oltre il miliardo di euro per la linea ferroviaria Rasht-Astara non fa eccezione. Tra Mosca e Teheran la distanza tra un credito politico sbandierato ai quattro venti e la posa effettiva dei binari si conferma siderale.
Non siamo di fronte all’improvvisa nascita di un’opera, bensì al faticoso tentativo di sbloccare l’accordo stipulato nel maggio 2023 per una copertura di 1,3 miliardi su 1,6 complessivi. Il passaggio dichiarato dall’acquisizione dei terreni alla stesura dei contratti esecutivi non certifica la nascita di un’arteria commerciale invulnerabile, ma segna soltanto l’inizio del vero test per l’asse autocratico: dimostrare la capacità di trasformare un’ambizione anti-occidentale in una catena logistica funzionante.









