NVIDIA avrebbe riattivato il progetto Rubin CPX, l'acceleratore specializzato che l'azienda aveva presentato come soluzione dedicata ai carichi di lavoro di nuova generazione legati all'intelligenza artificiale agentica. Il progetto era stato messo in pausa, ma le indiscrezioni più recenti indicano un suo ritorno con una revisione significativa dell'architettura di memoria.
Secondo quanto riportato dall'analista della supply chain Ming-Chi Kuo, il nuovo Rubin CPX sarebbe infatti dotato di 168 GB di memoria HBM4, mentre il progetto originario prevedeva 128 GB di GDDR7. Il passaggio a HBM4 avrebbe comportato una riprogettazione del package e dell'integrazione del chip, con l'ipotesi di un utilizzo delle tecnologie di packaging avanzato CoWoS-S o CoWoS-L di TSMC.
Il progetto Rubin CPX originario
Il cambio di memoria sarebbe strettamente legato al ruolo assegnato a Rubin CPX. L'acceleratore non sarebbe pensato come una GPU general purpose per l'intero processo di inferenza, ma come un componente specializzato per la fase di prefill degli Large Language Model e per la gestione della KV cache. NVIDIA punta in questo modo a separare due fasi differenti dell'inferenza: Rubin CPX si occuperebbe del prefill, mentre le normali GPU Rubin gestirebbero la fase di decode.








