La NVIDIA CMP 170HX sembra aver trovato una nuova destinazione dopo essere stata progettata, nel 2021, per il mercato del mining. Una nuova utility denominata CMPUnlocker permette infatti di intervenire sulle limitazioni imposte al firmware della scheda e di ripristinare una parte delle capacità originarie del chip, con la possibilità di portare la memoria HBM2e fino a 64 o 80 GB.
La CMP 170HX era stata presentata durante il periodo di massima espansione del mining di criptovalute. La scheda utilizzava una configurazione ridotta della GPU GA100 Ampere, la stessa famiglia architetturale associata all'A100, e veniva proposta con 8 GB o 10 GB di memoria. La progettazione prevedeva limitazioni precise, tra cui l'assenza del supporto al rendering 3D, che ne ha ridotto l'interesse per altri impieghi dopo il crollo del mercato delle criptovalute.
A distanza di cinque anni, il quadro è completamente cambiato grazie a CMPUnlocker, uno strumento disponibile su GitHub che interviene sulle restrizioni contenute nel firmware e nell'OTP della GPU. Secondo la descrizione del progetto, l'utility ripristina il throughput completo degli SM e consente di accedere a una geometria della memoria HBM2e che NVIDIA aveva limitato.






