Di Bisceglie

Il Ferrara Buskers Festival, "così com’è diventato oggi, non funziona, va ripensato". È la presa di posizione dell’assessore alla Cultura Marco Gulinelli dopo le numerose polemiche che hanno accompagnato l’edizione appena conclusa. Un intervento che arriva al termine di giorni di malcontento e che chiama direttamente in causa la formula adottata dalla manifestazione, con una parte del centro circoscritta e resa accessibile attraverso un biglietto a pagamento. Una scelta che rischia di allontanare il festival da quello che per decenni è stato il suo tratto distintivo: "Una grande festa popolare, aperta e gratuita", capace di portare spontaneamente migliaia di persone nelle strade e nelle piazze del centro. Un’impostazione che rischia di snaturare lo spirito originario dei Buskers, manifestazione che l’amministrazione ha continuato a sostenere anche economicamente.

Gulinelli parte dalla storia. "Parliamo di un evento che, nel corso di quarant’anni, è diventato un appuntamento significativo, simbolo stesso dell’estate a Ferrara". Una crescita costruita su un’identità precisa: "Ha costruito nel tempo una propria identità e una consolidata partecipazione proprio grazie alla sua caratteristica di iniziativa spontanea, libera e accessibile a tutti".