Il Ferrara Buskers Festival, così com'è diventato oggi, non funziona. Quanto emerso in questi giorni dalle numerose osservazioni e dal malcontento generale diffuso in città per questa edizione dei Buskers merita una riflessione, doverosa e sentita, anche da parte dell'Amministrazione comunale che rappresento.

Parliamo di un evento che, nel corso di quarant’anni, è diventato un appuntamento significativo, simbolo stesso dell'estate a Ferrara. Ha costruito nel tempo una propria identità e una consolidata partecipazione proprio grazie alla sua caratteristica di iniziativa spontanea, libera e accessibile a tutti.

Un evento culturale e turistico, che il Comune di Ferrara ha sempre sostenuto. Un sostegno economico che non è mai mancato, e che anzi è quasi raddoppiato rispetto a 10 anni fa, arrivando con questa Amministrazione a 110.000 euro per questa edizione. Questi soldi si sommano ad altri sostegni pubblici, che coprono insieme circa il 70% del bilancio della manifestazione.

Non abbiamo mai voluto condizionare le scelte artistiche degli organizzatori. È un principio nel quale crediamo profondamente e applichiamo a ogni evento a Ferrara: chi organizza cultura deve poterlo fare nella massima autonomia e libertà. Accorati appelli: "Quella dei Buskers torni a essere una grande festa popolare, aperta e gratuita"