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Botta e risposta acceso a "In Onda", su La7, tra Francesco Giubilei, direttore scientifico di Fondazione Alleanza Nazionale, e la giornalista Marianna Aprile sul caso che ha investito Sigfrido Ranucci e la Rai. Al centro del confronto, la decisione dell'azienda di viale Mazzini di cambiare la conduzione di "Report" e le reazioni del giornalista alla nuova nomina. Giubilei respinge senza mezzi termini la lettura del caso come un'operazione punitiva nei confronti di Ranucci: "Non c'è stata nessuna epurazione di Ranucci", ha esordito, invitando a "ripercorrere un attimo i fatti". Il primo affondo riguarda il metodo giornalistico applicato negli anni dalla trasmissione di Rai3. "Noi abbiamo un giornalista e una trasmissione che negli ultimi anni ha passato gran parte del proprio tempo a fare le pulci a qualsiasi persona fosse di destra". Giubilei racconta di aver vissuto in prima persona quel tipo di attenzione: "Io stesso ho subito vari eventi con le trasmissioni di 'Report'. Ci chiedevano con chi andate a cena, chi frequentate, chi vi dà i soldi, chi vi finanzia". E, incalzato sul punto, sostiene che il programma abbia anche diffuso informazioni non veritiere. Secondo Giubilei, inoltre, i tempi dedicati alle inchieste sarebbero stati sbilanciati: "Una percentuale di servizi rivolti al mondo del governo, al mondo della destra, assolutamente non in linea rispetto a quanto venivano fatti verso altre parti politiche". Da qui il cuore dell'argomentazione: se "Report" ha per anni "fatto le pulci a tutti", lo stesso metro andrebbe applicato al suo conduttore. Il riferimento è al rapporto tra Ranucci e Valter Lavitola, condannato in passato per reati gravi. "Scopriamo che il conduttore non solo lo conosce con una persona che ha dei precedenti penali molto gravi, ma lo definisce uno dei miei più cari amici e lo fa venire varie volte nella sede della Rai", dice Giubilei, la cui conclusione è: "C'è un tema di opportunità. Ma vale solo per Ranucci il tema dell'opportunità?".