“La Lega ha 4 governatori e governa 14 regioni, e la dimensione nazionale della Lega non si può mettere in discussione”, aveva detto Matteo Salvini appena pochi giorni fa. Ribadendo che “l’Italia vince quando è unita dalla mia Milano a Ceglie”. Ma nel partito tira una brutta aria o forse quello che un tempo si chiamava “vento del Nord”. E porta tempesta proprio mentre i sondaggi fotografano un partito in difficoltà e la campagna elettorale è alle porte. Fonti accreditate rivelano la nascita del Comitato per il Congresso federale, con l’obiettivo di costringere il commissario Igor Iezzi a convocare il Congresso della Lega Nord per l’Indipendenza della Padania, che non viene celebrato ormai da nove anni.

L’iniziativa, partita da un gruppo di ex parlamentari e segretari provinciali, mira a sottrarre la vecchia struttura leghista al controllo di Iezzi, fedelissimo del segretario federale Salvini. Non si tratta, spiegano i promotori, di una semplice operazione nostalgia o di una questione ideologica. L’obiettivo è disporre di un soggetto politico pienamente operativo, pronto per le prossime elezioni politiche. Il partito fondato da Umberto Bossi, infatti, non è mai morto, ma è stato congelato nell’attesa di completare la restituzione dei quarantanove milioni di euro dovuti allo Stato.