Daniel Driscoll non è più il Segretario dell'esercito degli Stati Uniti. Ieri - 31 agosto - il trentanovenne, ex tenente e veterano della guerra in Iraq, ha presentato a Donald Trump le proprie dimissioni dalla più alta carica civile del dipartimento della guerra diretto da Pete Hegseth, dopo aver ricoperto l'incarico a partire da febbraio 2025. Dietro la decisione ci sarebbe il deterioramento dei rapporti tra i due. Secondo quanto riportato da alcuni funzionari, Driscoll sarebbe stato particolarmente critico riguardo l'attuale gestione del Pentagono, accusando Hegseth di facilitare le carriere dei militari a lui più vicini a discapito delle posizioni di ufficiali più meritevoli.Il riferimento è ai licenziamenti del generale Randy George che fino ad aprile ricopriva l'incarico di capo di Stato maggiore - che non è ancora stato sostituito - e del colonnello David Butler, rimosso a febbraio dal suo ruolo al dipartimento e tra i più stretti collaboratori dell'ex Segretario. Le dimissioni di Driscoll, oltre che creare un vuoto di potere in uno dei ruoli centrali nell'organizzazione delle operazioni in Iran, hanno un valore soprattutto politico, con i contrasti interni al dipartimento della Guerra che chiamano in causa direttamente i rapporti fra Pentagono e Casa Bianca. La nomina del Segretario dell'esercito è di competenza esclusiva del Presidente, così come la sua rimozione. Trump a luglio aveva espresso il proprio apprezzamento per il lavoro di Driscoll, definendolo "one of the best guys", "uno degli uomini migliori". Nello stesso discorso era passato dal lodare il suo "bel sorriso" al presentarlo come un "killer" riferendosi ai risultati ottenuti da Driscoll soprattutto nell'avanzamento tecnologico dei droni statunitensi, per i quali negli ambienti della difesa Usa si è guadagnato il soprannome di "drone guy".Nella nota diffusa dalla portavoce della Casa Bianca Anna Kelly, la parola "killer" usata dal Presidente assume i toni istituzionali del ringraziamento per "aver rimesso al centro la prontezza e la letalità dell'esercito" mentre la vicinanza fra Driscoll e il tycoon viene ricordata in modo eloquente richiamando "l'efficacia con cui ha promosso l'agenda presidenziale". A differenza di Hegseth, nell'ultimo anno l'ex Segretario era stato in grado di costruire un sostegno personale trasversale fra repubblicani e democratici - 16 senatori dem lo avevano votato durante l'iter parlamentare della sua nomina – diventando una delle poche figure fra i vertici militari in grado di collaborare con entrambi i partiti.
Dopo i contrasti con Hegseth si dimette il segretario dell'esercito Usa Driscoll
Dietro la decisione i licenziamenti decisi da Hegseth ai vertici del Pentagono. "The drone guy" aveva lavorato all'avanzamento tecnologico dei droni militari Us










