La scelta di lasciare l'incarico di segretario dell'Esercito dopo mesi di dissidi con Hegseth

Dan Driscoll, 'drone guy', lascia dopo 18 mesi. Ha rassegnato le dimissioni a Donald Trump, hanno confermato funzionari dell'Amministrazione, citati dai media americani dopo le prime notizie arrivate dal Wall Street Journal. Secondo una fonte del New York Times, ha incontrato Trump e ha parlato con il tycoon della situazione attuale dell'Esercito. Una fonte, citata dalla Cnn, conferma che con Trump ha "sollevato le preoccupazioni" riguardo "trasformazione e prontezza operativa dell'Esercito" e ha parlato del fatto che il segretario alla Difesa Pete "Hegseth avesse ostacolato" il lavoro in tal senso "licenziando generali responsabili".

Perché ha lasciato l'incarico

Ricopriva l'incarico di segretario dell'Esercito dal 25 febbraio dello scorso anno. Era stato scelto da Trump per prendere il posto di colei che è stata la prima donna Segretario dell'Esercito, Christine Wormuth, voluta da Joe Biden per quel posto. Ha lasciato, raccontano i media americani, dopo mesi di tensioni al Dipartimento della Difesa e anche dopo il licenziamento inizio aprile di Randy George, che era capo di Stato Maggiore dell'Esercito. A giugno arrivava la notizia dell'imminente 'addio' all'incarico da parte del comandante delle Forze in Europa e Africa, il generale Christopher Donahue, il cui nome è noto anche perché associato all'immagine dell'ultimo soldato Usa che lasciò l'Afghanistan all'epoca del ritiro nel 2021, dopo un'operazione durata 20 anni. Driscoll, scrive il New York Times, ha lasciato dopo ripetuti scontri con Hegseth sull'estromissione di vertici dell'Esercito di grande esperienza.