Proprio nell’estate della siccità torna a far parlare di sé una malattia che porta nel nome la pioggia. Il paradosso è curioso: mentre buona parte dell’Europa ha attraversato un’estate eccezionalmente calda e asciutta – secondo il Copernicus European Drought Observatory a metà agosto 2026 le condizioni di siccità restavano critiche in gran parte del continente – le autorità sanitarie europee stanno seguendo l’aumento dei casi della cosiddetta “malattia della pioggia”.
Malattia della pioggia, ecco che cos’è e perché il nome trae in inganno
Il nome, però, può trarre in inganno. Non ci si ammala perché si prende la pioggia. La malattia della pioggia è il soprannome della dermatofilosi, un’infezione cutanea causata dal batterio Dermatophilus congolensis, conosciuto soprattutto in medicina veterinaria perché colpisce bovini, cavalli, pecore e altri animali. Nell’uomo, invece, è sempre stata considerata rara.
A riportare l’attenzione sulla dermatofilosi è stato l’aumento dei casi osservato negli ultimi mesi in Europa. Come riferisce Adnkronos, al 20 agosto 2026 erano stati segnalati 123 casi in dieci Paesi europei. E la novità che interessa maggiormente gli epidemiologi non riguarda tanto la gravità della malattia, quanto il possibile cambiamento delle sue modalità di trasmissione.










