L'Ecdc segnala 123 casi in 10 Paesi europei per l'infezione da Dermatophilus congolensis: il batterio, finora legato quasi unicamente al mondo veterinario, si trasmette ora tramite stretto contatto fisico e via sessuale. Pregliasco: «Nessun allarme sanitario, ma cambia l'epidemiologia»

I contagi da dermatofilosi, un’infezione della pelle nota anche come “malattia della pioggia“, sono in aumento in diversi Paesi europei. A sollevare l’attenzione delle autorità sanitarie è il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), che segnala «focolai registrati da dicembre 2025» e un bilancio aggiornato a 123 casi accertati in 10 Paesi, tra cui Francia, Germania, Spagna, Regno Unito e Svizzera. In Italia, al momento, non è stato registrato alcun contagio.

Causata dal batterio Dermatophilus congolensis, la dermatofilosi è sempre stata considerata una patologia prevalentemente veterinaria, capace di colpire bovini e altri animali, infettando l’essere umano soltanto in casi eccezionali. L’Ecdc ha però riacceso i riflettori su questa malattia ipotizzando «un possibile cambiamento nelle dinamiche di trasmissione, con la trasmissione da uomo a uomo tramite stretto contatto fisico come via più probabile, sebbene non si possa escludere la trasmissione indiretta tramite superfici e oggetti contaminati».