di
Ruggiero Corcella
A trasmettere la dermatofilosi è il Dermatophilus congolensis, un batterio che colpisce soprattutto bovini, cavalli, pecore e altri animali. Il British Medical Journal riporta il primo caso in UK a trasmissione sessuale, mentre l’ECDC segnala un aumento delle infezioni in diversi Paesi europei ma non in Italia
Fino a pochi mesi fa era un’infezione conosciuta soprattutto dai veterinari e dagli allevatori, mentre oggi la dermatofilosi, soprannominata in inglese «rain rot» e traducibile come «malattia della pioggia», è finita sotto la lente delle autorità sanitarie europee per un insolito aumento dei casi nell’uomo e, soprattutto, per la comparsa di modalità di trasmissione diverse da quelle conosciute in passato. L’ultimo segnale, come riferisce il British Medical Journal, arriva dal Regno Unito dove in Scozia è stato identificato il primo caso associato a trasmissione sessuale, in una persona che aveva frequentato un locale dove è consentito avere rapporti sessuali.
I numeri in Europa: rischio «molto basso»Secondo l’aggiornamento dell’Ecdc del 21 agosto, al 20 agosto erano stati segnalati casi in Francia, Spagna, Austria, Germania, Norvegia, Svizzera, Svezia, Paesi Bassi, Danimarca e Regno Unito. La Francia è il Paese con il numero più elevato, 70 casi, seguita dalla Spagna con 23, dall’Austria con 20 e dalla Germania con 17, mentre numeri inferiori sono stati registrati negli altri Paesi. L’Italia al momento non compare tra i Paesi che hanno segnalato casi nell’ambito di questo evento europeo. La maggior parte delle infezioni è stata osservata tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, in particolare dopo la frequentazione di saune e altri locali dove sono consentiti rapporti sessuali, anche se sono stati documentati episodi in contesti differenti, fra cui persone che praticavano sport da contatto. Per la popolazione generale l’Ecdc considera comunque il rischio «molto basso».









