Con la nuova tranche di accordi Mfn, l’amministrazione Trump rivendica una copertura dell’89% del mercato statunitense dei farmaci branded. Ma la strategia va ormai oltre i prezzi, legando accesso a Medicaid, investimenti produttivi, sicurezza delle forniture e trattamento dei dazi

Dalle indiscrezioni alla conferma. Come anticipato nei giorni scorsi, l’amministrazione Trump ha esteso la strategia Most favored nation a una nuova tranche di aziende farmaceutiche di medie dimensioni. Lunedì il presidente ha annunciato accordi con Alcon, Astellas Pharma, BeOne Medicines, BridgeBio, Csl, Kyowa Kirin, Sun Pharma, Teva Pharmaceuticals e Ucb – Teva ha tuttavia precisato nel proprio comunicato di aver manifestato l’intenzione di raggiungere un accordo e che le trattative sarebbero ancora in corso. Con i nuovi ingressi, secondo la Casa Bianca, le aziende coinvolte salgono a 26 e rappresentano l’89% del mercato statunitense dei farmaci branded.

Un dato che Neil Grubert, esperto di market access, mette in relazione in un post su LinkedIn anche con il calendario commerciale dell’amministrazione: “i nuovi accordi arrivano a meno di un mese dall’entrata in vigore dei dazi al 100% previsti dalla Section 232 per alcuni prodotti farmaceutici”.