Meta pagherà fino a 17,1 miliardi di dollari in dieci anni. Una cifra che, letta isolatamente, sembra raccontare una sconfitta colossale per Zuckerberg. Se però allarghiamo lo sguardo, osserviamo cosa ha ottenuto Meta e guardiamo persino alla reazione della Borsa, la storia potrebbe essere esattamente opposta: Meta ha vinto, mentre a perdere rischiamo di essere ancora una volta noi.Il procedimento che avrebbe dovuto stabilire fino a che punto Facebook e Instagram siano stati progettati consapevolmente per favorire un utilizzo compulsivo da parte di bambini e adolescenti non arriverà infatti a una sentenza di merito.Meta ha raggiunto un accordo con una coalizione bipartisan di 51 Attorney General statunitensi che prevede almeno 12,19 miliardi di dollari garantiti nell’arco di dieci anni, cifra che potrà arrivare a 17,1 miliardi qualora anche altri grandi operatori accettino accordi comparabili.In cambio, Meta non ammette responsabilità, chiude un contenzioso estremamente pericoloso e accetta una serie di modifiche alle proprie piattaforme destinate alla protezione dei minori.La cifra fa certamente impressione, ma bisogna leggerla nella sua reale dimensione economica. Diciassette miliardi distribuiti su dieci anni equivalgono, semplificando, a circa 1,7 miliardi di dollari l’anno. Rapportati al fatturato annuale di un gruppo delle dimensioni di Meta rappresentano un costo enorme per qualsiasi impresa normale, ma assolutamente assorbibile per una società che genera ricavi annuali nell’ordine delle centinaia di miliardi di dollari.Il mercato sembra aver compreso perfettamente questo passaggio, tanto che alla notizia dell’accordo il titolo Meta è arrivato a guadagnare circa il 4% nelle contrattazioni pre-market.Una società che dovrebbe avere appena subito una delle più importanti sconfitte della propria storia viene premiata dagli investitori. Forse, prima di parlare di vittoria delle autorità, dovremmo quindi chiederci chi abbia realmente vinto.Indice degli argomenti
Meta paga 17 miliardi e vince: la sicurezza dei minori online e il paradosso dell’age assurance - Cyber Security 360
Per verificare l'età degli utenti servono informazioni sufficienti a distinguere adulti e minorenni. Il caso Meta apre così una questione destinata ad andare oltre i social: come applicare l’age assurance senza trasformarla in un'infrastruttura capace di identificare e classificare tutti












