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Non un testo unitario bensì emendamenti di singoli senatori. E’ la soluzione che - salvo cambi dell’ultimo minuto - nel centrodestra starebbe prendendo piede nelle ultime ore, in vista della scadenza dei termini di domani, alle 12, quando scatterà la doppia dead line per la presentazione delle proposte di modifica alla legge elettorale, sia in commissione che per l’Aula. Fonti parlamentari di maggioranza spiegano infatti che l’orientamento che starebbe prevalendo è quello di confermare l’intesa raggiunta prima della pausa estiva dagli sherpa, con il sigillo dei leader, sulle preferenze. Dunque, si va verso un emendamento unitario della maggioranza sulle preferenze, ripristinando i contenuti bocciati con voto segreto alla Camera - ma l’alternanza di genere resterebbe solo dal secondo in lista in poi (non sarebbero quindi ricompresi al momento i capilista bloccati, anche se sul punto è ancora in corso una riflessione, viene sottolineato) - mentre si potrebbe optare per emendamenti di singoli senatori del centrodestra sulla questione della norma anti-frammentazione. Così come, viene appunto spiegato, non dovrebbe esserci un emendamento unitario del centrodestra sul ballottaggio, ma la strada scelta dovrebbe essere quella di affidare il tema all’iniziativa di singoli senatori (dovrebbe arrivare un emendamento dalle fila di FdI, ad esempio a prima firma dell’ex presidente del Senato Marcello Pera, da sempre sostenitore del secondo turno, e non viene escluso nemmeno un testo da parte di un senatore forzista). Restano sul punto le perplessità leghiste, ma anche nel partito di maggioranza relativa non manca chi ha espresso alcune perplessità.






