Vamos! Alcaraz gioca, vince, sorride. Ha solo 23 anni, e un futuro luminoso davanti. È tornato in campo, 139 giorni dopo la partita vinta a Barcellona con Virtanen e i problemi al polso destro: sta bene, non può che migliorare. «Sono stati quasi 5 mesi complicati, per me era importante tornare sapendo di avere un buon livello: ho perso tante cose in questo periodo, ritrovare certe emozioni è qualcosa di speciale», confessa dopo aver battuto all’esordio negli Us Open il russo Roman Safiullin, numero 99 Atp, un triplo 6-4 senza storia. Qualcuno si era illuso che Flushing Meadows potesse regalare un’altra clamorosa sorpresa. Invece, tutto sotto controllo.
Il braccio destro inguainato in un manicotto, un polsino a coprire l’articolazione. Qualche giorno fa aveva giocato con leggerezza nel torneo di doppio misto con Serena Williams, poi sconfitto in semifinale da Cobolli in coppia con Bencic. Ieri ha fatto sul serio. All’Arthur Ashe Stadium ha nuovamente esordito con un doppio fallo così come l’altra volta con la più famosa delle sorelle americane. Ma poi ha insistito sul dritto, in particolare incrociato. E a ogni punto, mostrava il pugno. Guerriero.
Il match
Un Carlitos leggermente diverso - capelli lunghi trattenuti in fronte da un cerchietto, barba di qualche giorno – ma veloce coi piedi, efficace e spettacolare, a parte l’inguardabile canottiera marrone. Nel set iniziale ha piazzato la prima palla corta al sesto gioco e gli è scappata una risata liberatoria. Bentornato. Il break al settimo gioco, Roman che annulla 2 set point però poi si arrende. Safiullin è ripartito col piede sull’acceleratore nella seconda frazione, però poi si è perso. Carlos è andato avanti così, a volte impossibile e altre di nuovo “umano”, tra inevitabili montagne russe. Alla fine, altro break nel terzo set. Colpi al volo, ace, traiettorie imprevedibili: rieccolo. Sì, è tornato. O comunque assomiglia molto al campione che ha già vinto 7 Slam. Urla di felicità. Al secondo turno incontrerà il portoghese Jaime Faria, numero 72 del ranking. «Non posso mentire, non sono al 100%», ammette Carlitos, «Ma voglio cercare di dimenticare questi mesi e divertirmi, mettermi alla prova. Fisicamente sto bene. Il mio livello di tennis migliorerà, ma anche questo non è male. Mentalmente, sto riuscendo a gestire tutto. Andare avanti nel torneo, mi aiuterà».













