"Sono stati quattro mesi duri. Ora ho bisogno di competere. Ho bisogno di stare qui, allenarmi con questi ragazzi, sentire di nuovo la competizione, e questo è un test davvero importante". Oltre quattro mesi d'attesa per rivedere Carlos Acaraz in campo in un torneo, gli Us Open, dove anche l'anno scorso tornò a competere dopo aver superato un infortunio.
Ieri l'avambraccio, oggi il polso. Incertezza e cabala. A tenerle insieme sono le sensazioni, quelle che il campione spagnolo ha condiviso di fronte ai microfoni nel corso della sua conferenza stampa della vigilia.
"Però - aggiunge - mi sento benissimo e penso che quell'infortunio mi abbia aiutato molto a capire che, in questo momento, è tutto nella mia testa. Devo fidarmi del mio team, devo fidarmi delle persone che mi dicono che andrà tutto bene. Quindi devo andare al 100% e, per il momento, penso che con gli allenamenti che ho fatto finora sia andato tutto bene. Sto cercando di non farmi condizionare dalla paura e sto giocando normalmente".
Le ultime considerazioni del murciano sono per Jannik Sinner. La loro ultima e unica sfida del 2026 risale alla finale di Monte-Carlo vinta dall'azzurro, e con il n.1 del mondo assente a Flushing Meadows non ci sarà alcuna chance di assistere alla rivincita della finale da lui vinta l'anno scorso.











