«Sono tornato». Un annuncio sui social a sorpresa firmato Carlos Alcaraz, quando il tennis meno se l’aspettava: «Giocherò gli UsOpen». New York comincia a respirare di sollievo, perché se è vero che lo spagnolo era tornato ad allenarsi (anche con Rune, altro grande lungodegente), in pochi credevano di rivederlo in campo così presto. E invece a quattro mesi dall’ultimo match perso a Barcellona, e dopo la cura per l’infiammazione al polso, comincia a ricomporsi il dinamico duo dei Numeri Uno, sperando che pure Sinner sia della partita. A questo proposito le notizie, come sempre, sono frammentarie: Jannik è a Monte Carlo e sembra che abbia alzato il ritmo della preparazione. Ci si aspetta (finalmente) una parola entro questo fine settimana e chissà che il rientro di Alcaraz non sia di stimolo per far cadere gli ultimi dubbi sulla partecipazione all’ultimo Slam dell’anno. Visto che c’è pure da prendersi una rivincita, dopo la sconfitta in finale di dodici mesi fa proprio contro il grande rivale.Altro motivo poi è il fatto è che gli UsOpen saranno ancora più ricchi. Craig Tiley, ex Ceo degli Australian Open trasferitosi alla guida del torneo americano, è venuto incontro alle richieste dei giocatori: per la prima volta il montepremi sfonderà i 100 milioni di dollari (108 per la precisione), arrivando a una quota del 18% dei ricavi. In più, subito dopo, verrà formato un nuovo consiglio degli Slam con i tennisti nel board. Dunque, se si può: perché mai starsene a casa?