L’ex direttore di Report Sigfrido Ranucci ha attaccato il direttore del Tempo Daniele Capezzone, accusandolo di non aver letto le carte delle indagini. Ranucci contesta a Capezzone di aver detto che il caso Lavitola sarebbe risolto se il telefono dell’ex direttore di Report fosse stato intercettato, quando i dispositivi di Ranucci sono stati sotto sorveglianza dall’inizio dell’inchiesta.
Ranucci contro Capezzone: "Dovrebbe dimettersi"
L'articolo contestato da Ranucci
La risposta di Capezzone
Ranucci contro Capezzone: “Dovrebbe dimettersi”Rispondendo ad alcune domande dell’inviato della trasmissione di Rai 3 Filorosso, Sigfrido Ranucci ha accusato il direttore del Tempo Daniele Capezzone di non aver letto le carte delle indagini:Ospitate sempre Capezzone che ha fatto una pagina in cui ha detto “se avessero intercettato il telefono di Ranucci avremmo già capito tutto”. Un direttore che non sa che io sono stato intercettato dal 16 ottobre non ha letto una carta. Dovrebbe dimettersi il giorno dopo.ANSASigfrido RanucciRanucci ha poi contestato a Filorosso di non aver obbiettato a Capezzone questo errore.L’articolo contestato da RanucciRanucci si riferisce a un articolo, comparso in prima pagina del Tempo, il quotidiano che Capezzone dirige, il 19 agosto scorso. Il sommario dell’articolo recita:È venuto il momento di dire che in questa storia tutto sarebbe già stato chiarito se il telefono di Sigfrido Ranucci fosse stato intercettato. Noi siamo ipergarantisti. Ma questo è uno dei casi in cui le intercettazioni sono indispensabili.










