Stretta contro gli arredi abusivi anche nel cimitero di Carbonara a Bari. Il Comune impone la rimozione degli oggetti “sistemati al di fuori delle aree concesse per la sepoltura”, come aveva fatto a luglio, con apposita ordinanza, per il cimitero monumentale. Gli avvisi che sollecitano la rimozione sono stati apposti, tra gli altri, alla panchina in legno sistemata davanti alla tomba di Filippo Scavo, il 43enne del clan Strisciuglio ucciso dai Capriati il 19 aprile nella discoteca Divine Club di Bisceglie. Nonché al tappeto blu messo davanti alla sepoltura di Walter Rafaschieri, 24enne ucciso al tondo di Carbonara il 24 settembre 2018.
Inoltre, sono stati sistemati in varie parti del camposanto del quartiere periferico di Bari, nel quale sabato è stato effettuato un sopralluogo della polizia, dopo gli articoli di stampa che davano conto della presenza di panchine non autorizzate, tappeti, gigantografie, sedute di marmo e altri oggetti. Stamattina sono stati gli assessori comunali alla Legalità e alla Sicurezza, Nicola Grasso e Carla Palone, a effettuare una visita al cimitero. “Abbiamo voluto verificare personalmente lo stato dei luoghi, descritti nelle ultime ore da alcuni organi di stampa come ostaggio della criminalità organizzata - spiega Nicola Grasso - Dal sopralluogo, fatta eccezione per due tombe, una delle quali provvisoria, non sono emerse tuttavia particolari criticità. Siamo comunque convinti che il rispetto della legalità debba essere garantito in ogni luogo pubblico e che gli spazi dedicati al culto dei defunti non facciano in alcun modo eccezione".










