La cura e l'ostentazione delle tombe dei boss da parte della malavita organizzata non sono semplici gesti di affetto privato, ma rappresentano una precisa strategia di comunicazione. E dopo la segnalazione della Gazzetta sulla situazione del cimitero di Carbonara, ieri personale della Digos della Questura ha verificato lo stato dei luoghi. I nuclei investigativi della Questura (Squadra mobile e Digos) stanno manifestando un interessamento per le tombe dei mafiosi per finalità di intelligence, ordine pubblico e prevenzione della criminalità. Si tratta d’altronde di strumenti attraverso i quali le famiglie esercitano la propria autorità, costruiscono un immaginario para-religioso, controllano il territorio, legittimano se stesse, incutono timore.
Anche negli uffici del Comune il tema è di nuovo osservato speciale. Dopo l’ordinanza del 3 luglio scorso che ha imposto la rimozione autonoma di arredi e oggetti abusivi dalle aree comuni del cimitero monumentale, ordinanza che ha dato frutti insperati. entro un termine di venti giorni, l’amministrazione ha ora acceso i riflettori su Carbonara. È l’assessore alla Legalità Nicola Grasso ad occuparsene personalmente. Già in programma la necessaria interlocuzione con Questura e Prefettura (senza sinergia istituzionale, il Comune da solo può fare ben poco).









