Il Comune tira dritto sul decoro del cimitero e lancia un nuovo avviso. Ed è presto spiegato: c’è chi ha smantellato tutto, rispettando l’ordinanza. E c’è chi, invece, almeno per ora, non sembra intenzionato a farlo. Dopo settimane dal provvedimento con cui Palazzo di Città ha imposto la rimozione di sedie, tavolini, addobbi e di tutti gli arredi collocati abusivamente negli spazi comuni del cimitero monumentale di Bari, il bilancio restituisce una fotografia a due facce.
Passeggiando tra i viali del camposanto di via Francesco Crispi si ha la sensazione che qualcosa sia davvero cambiato. Molti alberi, per anni trasformati in vere e proprie «colonne della memoria», ricoperti di fotografie, fiori artificiali, nastri e decorazioni, sono stati finalmente liberati. I tronchi sono tornati a essere semplicemente alberi, restituendo respiro ai viali. Anche gli scooter che fino a poco tempo fa attraversavano il cimitero come fosse una strada cittadina sono drasticamente diminuiti. È uno dei segnali più evidenti che, dopo mesi di polemiche, qualcosa si è mosso. Ma c’è l’altra faccia della medaglia. Le sedie di plastica sono ancora presenti in diversi punti, così come arredi che continuano a occupare spazi comuni ben oltre i limiti delle concessioni cimiteriali. In alcuni angoli sembra quasi che il tempo si sia fermato. È il caso della tomba «monumentale» del boss Lello Capriati, finita al centro delle cronache dopo le celebrazioni per il suo 43esimo compleanno, quando decine di persone si ritrovarono tra palloncini, musica neomelodica e video rilanciati sui social. Quella sepoltura è ancora lì, imponente, senza particolari cambiamenti rispetto alle settimane precedenti. E non è l’unica situazione rimasta immutata. C’è poi un dettaglio: i cartelli con cui il Comune aveva annunciato l’ordinanza sono quasi tutti scomparsi. Ne resta uno, fissato a un albero accanto a una tomba dove, paradossalmente, tutto è rimasto esattamente com’era prima: sedie, arredi e occupazioni comprese. Un’immagine che restituisce l’idea di un percorso ancora incompleto.







