West Nile virus e Dengue, due minacce trasmesse dalle zanzare, si moltiplicano. Nel fine settimana è stato accertato un altro caso autoctono di West Nile a Monopoli (che si aggiunge a un altro recente con esposizione a Giovinazzo: una signora è stata ricoverata ad Altamura). A essere stata colpita è una giovane donna con patologie di base, quindi più a rischio della forma neuroinvasiva di cui è affetta. Nel territorio, insomma, aumentano sempre più i casi di WNV contratti nella regione
In questo scenario, il 28 agosto uno studio pubblicato su Viruses da ricercatori dell'Università di Bari - Letizia Lorusso, Nicola Marziliano, Francesco Centrone, Nicola Bartolomeo, Maria Chironna e Paolo Trerotoli - offre indicazioni preziose. Il titolo della ricerca è «Exploratory Associations Between Climatic, Environmental, and Surveillance Indicators and Human West Nile Virus Infections in Apulia: A Bayesian Spatio-Temporal Analysis» («Associazioni Esplorative tra Indicatori Climatici, Ambientali e di Sorveglianza e Infezioni Umane da Virus West Nile in Puglia: Un'Analisi Bayesiana Spazio-Temporale») e il messaggio è chiaro: il periodo più complicato sarà quest’anno quello tra settembre e ottobre, quando le temperature massime registrate due mesi prima raggiungono il loro effetto massimo sulla diffusione del West Nile. Le temperature elevate di luglio e agosto potrebbero tradursi in un aumento del rischio proprio nelle prossime settimane.









