È modenese il primo caso di virus West Nile dell’Emilia-Romagna, registrato sabato: una settimana dopo rispetto allo scorso anno, ma in linea con lo sviluppo di questa arbovirosi, infezione ormai diffusa in tutta Italia e trasmessa dalla zanzara comune. I primi casi in Italia sono infatti stati rilevati già dallo scorso mese di giugno, in Veneto e anche nel centro Italia.
Il paziente è un uomo di 80 anni, attualmente ricoverato in condizioni stabili presso la Medicina interna del Policlinico, che vive e frequenta i comuni di Modena e Nonantola. Già avviata l’indagine epidemiologica come previsto dal piano di sorveglianza regionale.
Il virus West Nile viene trasmesso all’uomo attraverso la puntura di zanzare infette, in particolare delle zanzare comuni del genere Culex, attive soprattutto al crepuscolo e durante la notte. Come detto il virus è endemico, ovvero presente in maniera stabile, in Italia, in particolare nelle regioni del bacino padano.
Il suo ciclo di moltiplicazione si sviluppa fra alcune specie di uccelli e le nostre zanzare comuni.
A differenza dei protocolli in essere per quanto riguarda i casi di Dengue e altre malattie di importazione trasmissibili dalle zanzare tigre, in questo caso non sono previste disinfestazioni nell’area di residenza del paziente, in quanto il virus non è trasmissibile. Infatti l’uomo, così come i cavalli, viene occasionalmente infettato tramite punture di zanzare e non è in grado di trasmettere l’infezione ad altre zanzare né ad altre persone.









