Di: Modem/Redazione RSI Info Un’estate che ha scosso le istituzioni ticinesi. Il caso Claudio Zali – con le sue dimissioni da consigliere di Stato, le inchieste penali aperte e le polemiche sulla gestione della crisi – è finito al centro della prima puntata della nuova stagione di Modem, con un’analisi approfondita firmata da tre giornalisti che seguono da vicino la politica cantonale: la giornalista RSI Sharon Bernardi, Jacopo Scarinci de laRegione e Sacha Dalcol, direttore di TeleTicino e Radio3i.

Il giudizio sul Consiglio di Stato è severo. “Il Governo ha dimostrato di non aver capito quanto l’opinione pubblica si stava preoccupando”, ha dichiarato Scarinci. “C’era un Consiglio di Stato che non parlava la stessa lingua dell’opinione pubblica, e in questi tempi è una cosa abbastanza grave”.

Sacha Dalcol concorda: alla conferenza stampa del 29 luglio, giorno delle dimissioni di Zali, ha percepito “una freddezza, una distanza che sicuramente non fa bene in questo contesto”.

Sharon Bernardi allarga lo sguardo all’intera legislatura: “La credibilità non si vende al supermercato. C’è stato l’arrocco che il Governo ha sdoganato, l’incidente di Gobbi in Leventina, il caos al Tribunale penale cantonale. Il Governo non ha capito che il fossato con la popolazione era già molto ampio”.