Il problema vissuto da qualche proprietario d’auto, che ha trovato la vernice della carrozzeria coperta di sabbia marroncina, è niente in confronto a quel che questo fenomeno provoca in diverse ragioni del mondo. La sabbia del Sahara viaggia a migliaia di chilometri, si innalza ad altitudini fino a poco fa inimmaginabili e un significativo episodio di trasporto di particolato atmosferico è stato osservato a partire dalla primissima mattina di giovedì 27 agosto presso l’Osservatorio climatico Ottavio Vittori di Monte Cimone, la stazione di ricerca dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isac) situata a 2165 metri di quota, nell’Appennino settentrionale.

Spiegano i ricercatori che le misure effettuate direttamente in atmosfera hanno mostrato un forte e rapido aumento della concentrazione di particelle grossolane (> 1µm), riconducibili alle polveri Sahariane. La concentrazione di PM10 ha raggiunto valori prossimi a 100 µg m?³, mentre il numero di particelle grossolane è arrivato a circa 5 particelle cm-³, valori nettamente superiori a quelli osservati nei giorni precedenti, un ordine di grandezza più elevati della soglia di 0.4 particelle cm-³, calcolata per l'osservatorio di Monte Cimone.