Cieli grigi e pesanti, una apocalittica sensazione di cappa, i mari che si fanno argento, le auto ricoperte, l’aria calda che profuma di deserto. In questi giorni diverse località di Sardegna, Sicilia, Calabria, Toscana, Lazio e Tirreno stanno sperimentando una forte intrusione di polveri sahariane. Durante questa quinta ondata di calore - che ha già portato a nuove ed elevatissime temperature (quasi 46 gradi ad Oliena in Sardegna) - le masse d’aria provenienti dal deserto africano stanno portando polveri sospese che rendono la fine dell’estate ancor più difficile da sopportare. Con l’incursione delle polveri i cieli diventano lattiginosi, giallastri, le particelle in arrivo dal deserto sospese in quota modificano i panorami, talvolta rendendo i tramonti più marcati, in altri casi restituendoci un senso di costante oppressione. Un fenomeno al quale in Italia cominciamo quasi ad abituarci: nel nostro Paese, e in generale nel sud dell’Europa, nell’ultimo decennio le concentrazioni di polveri sahariane sono aumentate del 25%. Non sta crescendo il numero di intrusioni, ma la concentrazione e l’intensità di questi episodi, una caratteristica simile a quella degli effetti della crisi del clima che, più che la frequenza, sono caratterizzati da una nuova intensificazione.
Cieli gialli e cappa, Italia invasa dalle polveri sahariane: perché aumentano
Dalla Sardegna alla Toscana una forte intrusione di polveri del deserto. In Italia crescono del 25%. Picchi fino al weekend. Problemi anche per le energie rinn…









