Passeggiando lungo la centralissima Breite Strasse, si può ammirare il profilo di Lubecca: le case sembrano incastellarsi le une sulle altre e i campanili vertiginosi delle chiese gotiche svettano sul mare di tetti. Si nota persino la Holstentor, la porta occidentale nota per essere il simbolo cittadino. Un panorama idilliaco, e dolcissimo, da apprezzare davanti a una vetrina poiché si tratta di un’opera interamente in marzapane, tanto filologica quanto golosa, creata con dovizia di particolari dai mastri pasticcieri del Café Niederegger, una vera e propria istituzione in città. Lubecca è indissolubilmente legata a questo dolce, si narra che nel lontano 1407, terminate le scorte di grano, il Senato ordinò a tutti i fornai di utilizzare le mandorle, che abbondavano nei magazzini, per fare il pane e sfamare gli abitanti.

Fu così che secondo la tradizione locale nacque il marzapane, ma nonostante la fantasiosa leggenda, in “nomen veritas”: il “marci panis”, ovvero il “pane di San Marco”, era una delizia di origine orientale che proveniva da Venezia, e giunse a Lubecca grazie alle relazioni commerciali tra le due città. Nel 1300 Lübeck era il centro più importante della Lega Anseatica che dominava l’economia del Nord Europa e i traffici del Mar Baltico e del Mare del Nord. La sua fortuna, paradossalmente, era quella di non essere una città costiera ma di fiume poiché le acque del Trave permettevano un accesso tranquillo e protetto al porto, un’ascesa ben documentata dall’European Hansemuseum, il Museo Anseatico Europeo di Lubecca, uno dei più prestigiosi dedicato a questo capitolo della storia medievale.