Sarebbero molto più sottili e concrete le motivazioni del faccia a faccia moscovita dei vertici dello spionaggio Usa e russo. Apparati che “leggono” il presente e prefigurano gli sviluppi futuri. L’analisi di Gianfranco D’Anna
Continua a suscitare interrogativi e interpretazioni la visita a Mosca di John Ratcliffe, il direttore della Cia la più grande e potente delle agenzie di intelligence degli Stati Uniti. Secondo il sito statunitense d’informazioni Axios, che vanta autorevoli fonti nell’amministrazione Trump e nell’intelligence community di Washington, nei colloqui avuti a Mosca Ratcliffe avrebbe proposto un incontro trilaterale tra i presidenti Donald Trump, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky.
Axios specifica che oltre all’intento di avviare una trattativa diretta al massimo livello fra Russia e Ucraina, il direttore della Cia aveva anche l’obiettivo di capire se i vertici dei servizi segreti del Cremlino sarebbero in grado di convincere Putin a riprendere i negoziati con l’Ucraina, mediati dagli Stati Uniti. Zelensky è stato informato preventivamente della riproposizione del vertice trilaterale, già avanzata da Trump. Il presidente ucraino si era mostrato già allora favorevole, ma Putin aveva nettamente respinto la proposta.













