Segretezza, possibilità di diniego, rapporti professionali di lunga data e velocità di attivazione. Sono queste le ragioni per cui gli Stati, nei momenti di crisi, preferiscono i servizi ai canali ufficiali. Il viaggio di Ratcliffe a Mosca ne è l’ultimo esempio

Nella giornata di ieri è trapelata la notizia che il direttore della Cia John Ratcliffe si trovava a Mosca per una serie di incontri (non annunciati) con funzionari russi.

Ratcliffe è arrivato a bordo di un aereo da trasporto C-17 Globemaster III dell’Aeronautica militare americana, tracciato tramite dati di volo disponibili pubblicamente. L’aeromobile è decollato dalla Joint Base Andrews vicino a Washington, ha fatto scalo a Riga, in Lettonia, ed è atterrato all’aeroporto di Vnukovo di Mosca nelle prime ore di martedì mattina. È rimasto a terra per circa otto ore e mezza prima di ripartire più tardi lo stesso giorno, secondo i dati di Flightradar24. Filmati sui social media hanno mostrato l’aereo in avvicinamento all’aeroporto e un corteo diplomatico in movimento per la città. Né la Cia né la Casa Bianca tuttavia hanno commentato la visita.

Si tratta del primo viaggio noto di Ratcliffe in Russia da quando ha assunto l’incarico di direttore della Cia sotto il presidente Donald Trump all’inizio del 2025. In precedenza aveva mantenuto contatti con la sua controparte russa, il direttore dell’Svr Sergei Naryshkin, e aveva svolto un ruolo negli scambi di prigionieri tra Stati Uniti e Russia. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha inizialmente dichiarato di non avere informazioni sull’aereo militare americano né su eventuali incontri programmati con rappresentanti statunitensi in quella settimana. Successivamente ha confermato la visita in dichiarazioni al Washington Post, definendone lo scopo come “contatti tra i servizi di sicurezza”.