Perché il capo della Cia è andato in Russia il 25 agosto? La domanda circola da 48 ore, ovvero da quando John Ratcliffe, direttore della Cia, nominato da Donald Trump, ha trascorso otto ore nella capitale russa. La visita non è stata affatto segreta: Ratcliffe è arrivato a bordo di un aereo militare che aveva fatto scalo a Riga, in Lettonia. Washington, tra l’altro, aveva chiesto agli ucraini di sospendere l’uso di droni su Mosca per 24 ore.
Tuttavia, la Casa Bianca non ha fornito alcuna spiegazione sul motivo di questa visita, la prima del numero uno della Cia dall’elezione di Trump. Il Cremlino si è limitato a far sapere che si è trattato di una faccenda “tra servizi segreti” e che Ratcliffe non ha incontrato il presidente Vladimir Putin.
L’ultima visita di un capo della Cia a Mosca è stata quella di William Burns, ai tempi di Joe Biden. All’epoca la Cia aveva fiutato il piano russo di invadere l’Ucraina, e così alla fine del 2021 Burns era volato a Mosca per cercare di dissuadere Putin, senza successo.
Oggi i giornalisti statunitensi ipotizzano che le circostanze siano simili, in questo caso con la possibilità che Mosca voglia mettere alla prova le difese della Nato. La moltiplicazione di incidenti in Europa – tra sorvoli di droni e scoperte di esplosivi – lascia presagire un evento di portata maggiore, che potrebbe aver spinto il capo della Cia a intervenire. Ma questa non è l’unica ipotesi.










