Il direttore della Cia, John Ratcliffe, è atterrato due giorni fa a Mosca a bordo di un aereo da trasporto militare C-17. Accanto a lui, un corteo diplomatico statunitense. Il Cremlino, almeno nelle prime ore, si era mostrato reticente: il portavoce Dmitri Peskov aveva dapprima dichiarato di non sapere chi fosse arrivato, salvo poi confermare che si trattava del capo dell'intelligence Usa e che Vladimir Putin era al corrente della visita. Secondo le ricostruzioni circolate, Ratcliffe non avrebbe incontrato direttamente il presidente russo, ma avrebbe partecipato a un incontro "interagenzia" con funzionari dell'intelligence russa. Si tratta della prima visita pubblicamente nota di Ratcliffe nella capitale russa da quando ricopre l'incarico.Secondo quanto riportato da Wall Street Journal e Politico, lo scopo del viaggio sarebbe stato recapitare a Mosca un avvertimento esplicito: non attaccare un Paese membro della Nato. Il riferimento, secondo le fonti, potrebbe riguardare in particolare i tre Stati baltici: Estonia, Lettonia e Lituania.Il capo dei servizi segreti per l'estero russi, Serghei Nyshkin, ha in effetti confermato di avere avuto un colloquio martedì 25 agosto a Mosca con il direttore della Cia, affermando che si è tratto di un normale "incontro di lavoro" senza "nulla di insolito". "Abbiamo discusso una serie di questioni che rientrano nella competenza dei servizi di intelligence, e, come ben sapete, la competenza dei servizi di intelligence è una cosa piuttosto delicata e particolare", ha detto Naryshkin, citato dall'agenzia Interfax.Il viaggio arriverebbe dopo nuove valutazioni dell'intelligence statunitense, anticipate dallo stesso Wall Street Journal nelle settimane precedenti, secondo cui Putin potrebbe cercare di "testare" la tenuta della Nato con un'azione limitata: un attacco informatico o un'incursione di terra su piccola scala, verosimilmente, appunto, contro uno dei tre Paesi baltici. Il logoramento delle scorte occidentali di munizioni, impegnate a sostenere Kiev, potrebbe costituire un fattore che potrebbe rendere più attraente, agli occhi del Cremlino, un simile azzardo. Politico aggiunge anche che un funzionario britannico e una fonte sentita dalla stessa testata riferiscono che Ratcliffe avrebbe anche sollecitato Mosca a ridurre il proprio sostegno militare ed economico all'Iran.Interpellato sul viaggio in un'intervista con il conduttore radiofonico Glenn Beck, il presidente Donald Trump ha confermato che la trasferta di Ratcliffe fosse avvenuta, ma l'ha definita "semi-routine", senza fornire ulteriori dettagli sullo scopo. Alla domanda se il viaggio fosse collegato a una crescente aggressività russa verso la Nato o alla pressione economica sull'Iran, Trump ha risposto che non si trattava di nessuna delle due ipotesi, spostando poi il discorso sui negoziati in corso per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina: "Qualcosa potrebbe uscirne", ha detto Trump, aggiungendo che l'amministrazione sta lavorando "molto duramente" per mettere un punto al conflitto, che a suo dire entrambe le parti vorrebbero ormai vedere concluso.
Il viaggio del direttore della Cia in Russia per "avvertire Mosca di non attaccare un Paese Nato"? Il rischio escalation e le minimizzazioni di Trump: "Visita di semi-routine"
La rivelazione del Wall Street Journal all'indomani dell'arrivo del capo dell'intelligence Usa a Mosca










