Il direttore della Central Intelligence Agency è andato martedì a Mosca per mettere in guardia la Russia dal tentare un attacco contro un Paese della Nato. È questa la ricostruzione del Wall Street Journal, che di fatto dà alla missione di John Ratcliffe un significato molto più preciso di quello suggerito dalla definizione del presidente Donald Trump, che l’ha liquidata come una visita di «semi-routine». Non è routine che il direttore dell’intelligence americana voli nella capitale di un avversario strategico nel momento in cui le valutazioni di Washington indicano la possibilità che questi, nei prossimi anni, provi a testare militarmente la tenuta dell’Alleanza.

Un indizio sugli obiettivi della missione arriva dalla geografia. Il C-17 dell’Air Force con cui Ratcliffe è arrivato a Mosca era passato da Riga. Da solo non dimostra che i Paesi baltici siano stati il tema centrale dei colloqui. Ma il dettaglio acquista peso alla luce delle settimane di crescente attenzione americana ed europea alle attività russe sul fianco orientale della Nato: droni, sabotaggi, operazioni attribuite all’intelligence militare russa, provocazioni e altre azioni sotto la soglia della guerra aperta ma sempre più cinetiche. Se Mosca sta cercando di capire dove l’Alleanza reagirà e dove invece esiterà, il Baltico è uno dei luoghi più sensibili in cui condurre questo esperimento.